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In una società industriale con ritmi sempre più frenetici che lasciano all’individuo sempre meno tempo le arti marziali si stanno diffondendo finalmente con un approccio sempre più condizionato dalla loro autentica natura cioè la funzione di riequilibrio della nostra coordinazione di mente e corpo.

Finalmente conclusi gli anni ’80 con la sua sub species di cultura sulle arti marziali che la cinematografia americana aveva mostrato come un “fenomeno da baraccone” con degli spacca ossi come protagonisti che si “esibivano” in continue risse sta finalmente affiorando un approccio diverso verso le nostre discipline in modo particolare verso l’aikido

L’aikido che è la creazione del genio di O'Sensei Morihei Ueshiba, oggi è finalmente lontano dagli studi cinematografici e trova diversi “sostenitori” fra medici, pediatri, psicologi, professori universitari, letterati, filosofi e tra gli ex praticanti di arti marziali, ( soprattutto quelle di impatto) che per ragioni di età e volendo continuare la loro ricerca di crescita personale, si dedicano ad una pratica più dolce ma non meno efficace.

L’aikido oggi viene impiegato come esempio in diversi settori e sicuramente negli anni futuri ci sarà una sua definitiva consacrazione come metodo di crescita personale certificato e non soltanto come elegante ed efficace tecnica di difesa personale. 

L’aikido è uno strumento che mi permette di liberarmi dai miei conflitti interiori , dalla “gabbia” delle sue sovrastrutture emotive e ristruttura la mia capacità di costruire le mie relazioni umane con una comunicazione più dinamica , un’ approccio più sensibile verso gli altri , favorendo così la crescita di autostima , autocontrollo , auto consapevolezza. 

Molte patologie individuali e collettive oggi si generano proprio dall’ambiente sociale che frequentiamo quotidianamente non soltanto lo stress , disturbi del comportamento e incapacità di comunicare o costruire delle relazioni nel tempo ( divorzi , rapporti usa e getta , tossicodipendenza …. )  ma anche gravi forme di nevrosi che purtroppo sempre più spesso non diventano più soltanto forme di autolesionismo ma purtroppo degenerano in violenza verso gli altri. 

L’aikido è attraverso il suo approccio pedagogico educativo e solidale in grado di migliorare nell’individuo non soltanto quindi la sua autostima ma anche la sua capacità di relazionarsi con gli altri . Il campo espressivo dell’aikido è una costante e crescente presa di coscienza dell’individuo non soltanto della sua reale potenzialità ma più in generale attraverso questo percorso della propria auto consapevolezza di superamento dell’idea di  conflitto come soluzione di un problema. 

Sempre più medici di strutture sanitarie pubbliche consigliano i loro pazienti in crisi con gravi attacchi di panico di sostituire i trattamenti farmacologici con un’arte marziale, ed in modo particolare l’aikido. 

La coscienza corporea attraverso lo studio e la pratica costante dell’aikido assume una nuova veste . Non soltanto quindi psiche ed apparato emotivo si “adeguano” attraverso l’aikido alla non violenza e al superamento del conflitto, ma anche il corpo ritrova la sua capacità originaria di funzionalità biomeccanica di ogni apparato interno che correttamente stimolato non ha più bisogno di nessun farmaco.

La pratica dell’aikido migliora così le nostre funzioni organiche , psitiche ed emozionali costruendo così una nuova coscienza utile per “entrare in quell’enorme dojo che è la vita quotidiana” .

Recenti studi condotti dall’Università del Massachussetts secondo la quale la quasi totalità degli psichiatri che hanno curato la sezione “Disturbi dell’umore e Schizofrenici-psicotici” nell’ultimo DSM ( il Manuale Universale dei disturbi psitici ) hanno legami di interessi con le case farmaceutiche.

Spesso disturbi quali il DDAI ( disturbi da deficit di attenzione-iperattività) tra bimbi e adolescenti viene curato con il RITALIN un’anfetamina in grado di innalzare per effetto paradosso il livello di serotonina nei neurotrasmettitori del cervello con effetti positivi a livello comportamentale. Quando i disastrosi effetti collaterali del farmaco fecero scattare il mea culpa tra diversi psichiatri era troppo tardi , la moda è “passata” in Italia. Il richiamo alla cautela dell’uso di suddetto principio attivo non è servita a molto nel 1999 bandita come anfetamina reintrodotta nel 2003 come psicofarmaco. 

Non è più utopia , si escludono terapie ALTERNATIVE e si invitano genitori ed insegnanti a somministrare il farmaco a ragazzi considerati irrequieti. 

Un recente studio pubblicato dal dott.Wendt , americano ha dimostrato che la pratica regolare di almeno 4 sedute di 40 minuti alla settimana di Aikido risultava su un gruppo di studenti di 30 persone più efficace dello stesso gruppo curato precedentemente con il farmaco .

Inoltre messi in “analisi” due gruppi di ragazzi dai 14 ai 19 anni formati entrambi da 30 persone ed altrettanto lo stesso test con due gruppi di bambini dai 5 ai 9 anni ha evidenziato già dopo la terza settimana un notevole miglioramento nell’ autocontrollo dei propri impulsi e della propria aggressività nei gruppi praticanti l’aikido .

La pratica regolare dell’aikido e delle arti marziali in genere favorisce indubbiamente la capacità dell’individuo di gestire i propri sentimenti , il proprio umore la propria vulnerabilità emotiva .