L’aikido è stato definito ZEN in movimento a ragione . E’ impossibile capire con la ragione l’aikido come è altrettanto impossibile capire lo Zen con la ragione . Non si può usare l’intelletto quindi bisogna capirlo attraverso la meditazione .Il nostro sistema di comunicazione utilizza le parole od i numeri per permetterci di capirci lo Zen attraverso dei paradossi detti KOAN mette in uno stato di tensione la mente sino a creare degli spazi di comprensione che vanno al di là delle logiche di linguaggio e del ragionamento lineare tanto caro ai filosofi occidentali .

Per uscire da questa trappola di interconnessioni formata da una fitta
maglia di parole e di concetti che la mente ci impone lo Zen ha ideato il
KOAN .
Vi sono scuole di Zen che attraverso questo gap violento, cercano di portare
gli allievi ad uno stato di tale tensione mentale da indurre uno strappo in
questa rete. Un koan classico su cui si è invitati a riflettere è “ascolta
il suono di due mani che battono assieme, adesso cerca di riprodurlo con una
mano sola “ sembra impossibile eppure basta batterla su una coscia e si
riproduce lo stesso suono. Questo tipo di pensiero koan appunto, mi aiuta a
dubitare creando una forte tensione mentale che maturano in un profondo
risveglio della coscienza.
Lo Zen è nato in Cina ed una pratica legata al Buddismo ma è in Giappone che
ha avuto la sua splendida fioritura. Non è un’ideologia , non è filosofia ,
non è una spiegazione od una risposta alle difficoltà delle vita quotidiana
è esperienza pura ; ti porta al centro del tuo essere, non passa attraverso
la parola od il ragionamento lineare ma usa tutti questi mezzi per andare
oltre .
Lo zen come l’aikido è come un fiume che scorre, che scorre e “vive”
sperimentando costantemente, non c’è un punto di arrivo, una meta, è un
continuo mutamento. E’ come un fiore fresco che sboccia all’improvviso , è
la fioritura delle tue potenzialità che sono uniche e che possono sbocciare
soltanto se sono libere di fiorire . E’ un’esperienza mistica tra le più
profonde anche se viene celato , non dà certezze , né punti di arrivo , né
mete da raggiungere ; questo fa parte dei meccanismi della mente che crea il
miraggio di quello che il ricercatore cerca . Alla maniera Zen il
ricercatore rimane nudo senza attaccamenti ad un risultato .
Il praticante di aikido è il vero portatore della luce del BUDDHA .
Gautama il BUDDHA insegnava a dissolversi nell’oceano della vita , perdersi
nel senso più totale , perdere anche la tua spiritualità , la tua voglia di
realizzarti . In aikido noi non poniamo nessun limite , non cerchiamo mete o
competizioni , non cerchiamo di imporre la nostra “filosofia” agli altri .
Ogni attività che noi pratichiamo , rappresenta un DO una via cioè verso il
completo SATORI , quello stato di coscienza illuminato che mi permette di
essere utile agli altri . L’aikido oggi non conosce frontiere , ne ideologie
, ne competizione è proprietà del genere umano . L’aikido rappresenta la
capacità dell’individuo di mettersi alla prova , l’umiltà del singolo di
mettersi in discussione non per voler prevalere sugli altri ma per vincere
sulle proprie debolezze .

